top of page

Quaranta anni senza Giancarlo Siani

Produzione: Combo International S.r.l. in collaborazione con Rai Documentari
1° messa in onda: il 23 settembre 2025 su Rai 3 (prima serata)
Durata: 90’
Con la partecipazione di Toni Servillo
Regia: Filippo Soldi
Soggetto e trattamento: Pietro Perone e Filippo Soldi
Direttore della fotografia: Marina Kissopoulos
Montaggio: Maria Fantastica Valmori con la collaborazione di Giuseppe Giudice
Disegni e illustrazioni: Giancarlo Caracuzzo

Sinossi

23 settembre 1985, ore 21.30, Napoli, quartiere del Vomero: Giancarlo Siani è crivellato da una raffica di colpi. Stava rientrando a casa, aveva appena parcheggiato la sua Mehari, aveva 26 anni. Lavorava per “Il Mattino”. Sognava di fare il giornalista, ma, in realtà, era un semplice precario senza alcun riconoscimento.
Per anni questo delitto resta un mistero. Si pensa a motivi sentimentali, si fanno mille ipotesi senza, però, trovarne una convincente e, soprattutto, certa. Lo stesso quotidiano dove il ragazzo lavorava, del resto, è molto cauto. Giancarlo si era occupato di cronaca a Castellammare e a Torre Annunziata, ma è difficile pensare che un giovane così poco importante possa essere stato oggetto di tanta attenzione da parte di un’associazione criminale al punto da indurla a commettere un delitto così atroce.
Otto anni più tardi, nel 1993, a poco a poco affiora la verità.
E a farla affiorare sono persone che hanno almeno una cosa in comune con Giancarlo Siani: la giovane età. ARMANDO D’ALTERIO, il più giovane pubblico ministero d’Italia, BRUNO RINALDI, il capo della Squadra Mobile di Napoli, che non si sente e forse non si sentirà mai parte del sistema, e poi i “giornalisti”: PIETRO GARGANO, PIETRO PERONE, GIAMPAOLO LONGO, MARIA ROSARIA CARBONE lavorano tutti a “Il Mattino” e gli ultimi due sono precari come Giancarlo Siani. Sono giovanissimi, la stessa età di Giancarlo e a loro si rivolgono il nuovo direttore de “Il Mattino” SERGIO ZAVOLI, e il suo vice Paolo Graldi che di anni ne hanno più di loro ma che, forse, sono contenti di ritrovare lo sguardo del ragazzo: dovranno costituire una task force, indagare su tutto quello che Giancarlo Siani ha scritto, capire a chi dava fastidio, collaborare a stretto contatto con il giovane pm
D’Alterio, a cui il coraggio di certo non manca, e con il vicequestore Rinaldi. Basterà un’occhiata, basterà un silenzio: questo gruppo di giovani, con l’entusiasmo di un’età in cui non si ha paura a buttarsi nell’azione, vince il muro di silenzio che si stava a poco a poco stendendo sul delitto di questo loro coetaneo, un ragazzo che con l’acutezza della logica aveva analizzato un mondo in cui la logica non poteva trovare posto. E che per questo lo ha eliminato.

Una verità che può riemergere solo grazie allo sguardo lucido di altri giovani, altri che hanno la stessa età di Giancarlo Siani quando è stato ucciso; un gruppo di ragazzi che per tutti diventano il “POOL SIANI”.

Questi sono i protagonisti del nostro documentario.

con il contributo ex L.R. 30/2016 della Regione Campania

Gino striscia loghi.jpg
bottom of page